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due segni sulla cattedrale di notre dame, per l’inizio della pratica occulta

In questa trasmissione si parla della Cattedrale di Notre Dame e di come sia possibile iniziare una pratica occulta attraverso luoghi sacri.

In questa trasmissione si parla della Cattedrale di Notre Dame e di come sia possibile iniziare una pratica occulta attraverso luoghi sacri.

Nella stessa trasmissione viene data una PRATICA DI PREGHIERA, eccone la trascrizione:

Per pregare serve lavarsi completamente il viso, le mani ed i genitali in questo modo, pronunciando queste parole (o parole simili che vengono dal vostro cuore): 

Lavandosi il viso:

« Purifico completamente il mio viso, che guarda tutto, che sente tutto, che gusta tutto, che odora tutto. I miei occhi tornino purificati e puliti, il mio naso torni ad odorare profumi di purificazione, le mie orecchie non ascoltino più suoni che hanno dato fastidio, la mia bocca possa sentire solo il gusto e il sapore della divinità, che il mio tatto sia puro e possa soltanto toccare la divinità ».

Lavandosi le mani: 

« Che le mie mani possano essere totalmente pure per ogni cosa che toccano e ogni cosa che sarà toccata diventi pura ».

Lavandosi i genitali: 

« Che i miei genitali, che sono la parte della vita più potente che abbiamo per rigenerarla, siano puri, e che da lì nessun pensiero impuro salga a me ». 

Che significa pensiero impuro in questo caso? Significa non essere schiavi dell’amore, delle passioni, degli oggetti. La purezza è essere liberi.

Mettersi poi in un posto solitario e tranquillo per noi, abbassare la testa sul petto in modo che il mento tocchi la ghiandola Timo, e tenere le mani incrociate al centro del petto.

Pregare non significa « chiedere », pregare significa « non volere nulla ».

Se chiedi: « oh signore, fammi la grazia… » hai la speranza, la speranza porta alla tensione, e la tensione porta ad un problema: « chissà se accadrà». Pregare è semplicemente immaginare che una fiamma di amore puro per la parte alta, parta da noi e salga su.

Nella posizione detta, portare la coscienza nel cuore, sentirlo dire queste parole (o altre che in quel momento sentiamo e che descrivano le stesse immagini):

« Che io possa scendere dentro di me, che coloro che sono i guardiani invisibili del silenzio e della spiritualità mi ascoltino, che le porte si aprano, che le nuvole che coprono il sole della divinità si diradino, io sono qui come una coppa pronta a ricevere l’assoluta luce divina »

É possibile continuare a dirlo rimanendo calmi, sentendo accendere il cuore, una volta che il cuore si è acceso, bisogna rimanere nel cuore e interiormente senti che stai tentando di volare verso l’alto come una fiamma che si innalza. 

Se leggete una preghiera non fatelo in maniere semplice, come leggete qualsiasi altro testo, fatene una « lectio divina ». Leggete una frase per volta, capendola. Per esempio nella preghiera Isicasta si dice: « Signore, Gesù, abbi pietà di me » in questo caso devo capire che mi sto appellando all’immagine divina di Gesù Cristo affinché possa avere pietà della mia ignoranza.

Se ci si sente pagani, è possibile pregare la Dea: « Oh Dea Diana tu che sei la purezza assoluta, colpiscimi con la freccia scoccata dal tuo arco nel mio cuore » è possibile anche immaginare la sua freccia d’argento che arriva e vi accende. L’immaginazione va sempre associata alla preghiera, in questo modo hanno avuto successo anche i Gesuiti con Sant’ Ignazio de Loyola che ha applicato alla preghiera le tecniche magiche. 

Vi invito a provare, affinché questa Sacra Scienza non venga dimenticata. 

Riccardo Villanova MRA

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