LAV-ORO…lavare oro…ossia pulire il proprio io…

Lavorare è ORARE LAVANDO. Orare lavando significa nella antica lingua usare la PREGHIERA PER PURIFICARSI ALCHEMICAMENTE. Ma significa altresì mentre si purifica la materia e la si sottilizza nell’atanor, parlare.

Quanto siamo distanti dai significati che avete letto più su…quanto è distante il mondo delle luci e il mondo del sacro in questa proiezione del sogno umano che ormai è simile al peggior incubo possibile

Il vero LAVO-ORO O PULIRE SE. STESSI NON C’E’ PIU’ E LE RELIGIONI ORMAI SONO PARODIE DI SE STESSE.

Che decadenza assoluta e che fa male al cuore. Un senso d’impotenza afferra colui che ha la visione delle assolute illusioni della mente

La mente vede solamente il mondo e le cose del mondo poiché è addestrata a vedere solo quello fin dall’inizio. Non riesce a scorgere altro di se stessa se non il difetto di vista che possiede per nascita. Il vero peccato originale…ossia non accorgersi di se stessa ponendosi sempre ed assolutamente nella proiezione verso altro da se stessa.

Ma penso che sto diventando noioso a ripetere sempre le stesse cose, anzi la stessa cosa. Eppure se guardiamo alle storie del mondo a partire dalla mitologia fino alle religioni stesse o i film attuali e i libri, la storia è sempre la medesima…quindi come mai non ci si stufa di leggere, vedere, ascoltare e pensare sempre la stessa storia?

Lo ripeto la nostra è solo un difetto di visione, uno scambio di realtà. Un sogno scambiato per vero.

Il lavoro che tutti osannano e che serve oggi a rendere tutti schiavi e rendere sempre più padroni altri, un tempo era sacro e serviva come scala di salita alla reale dimensione di se stessi conoscendone la vera significano sacra.

Le arti non erano certo come oggi qualcosa di economico ma erano SACRE!

L’artigiano era visto come un mago che riusciva a fare cose meravigliose, poiché traeva dall’anima la capacità di modificare la materia in un modo meraviglioso e quindi divino.

Oggi si pensa solo al denaro ed oggi fanno la festa dei lavoratori…ossia festa di schiavi che festeggiano se stessi per esserlo…SCHIAVI!

Vi hanno rubato la libertà, la gioia, la possibilità di fare quello che volete e la società lo festeggia. E’ proprio vero che ci si adatta…si ci si adatta malinconicamente alle cose che ci vengono date.

Non è possibile salire molto se ci si adatta perché si diviene schiavi del pensiero che è dominante.Si può divenire liberi solo se ci si accosta a se stessi e si rimane vicino a se stessi non certo se ci si Acosta alle cose che il mondo mostra.

Le possibilità di libertà anche usando le cose del mondo esistono ma sono anche esse traviste.

E per possibilità intendo le passioni del mondo stesso e che offre, quali il cibo, il sesso, la gioia, i vizi ed ogni cosa che normalmente fa cadere.

Il problema è che coloro che si avvicinano a questa via sono molto deboli e lo sono perché desiderano queste cose invece di avercele dentro come PASSIONI.

Già passioni. Se avessero dentro di loro invece del desiderio una passione forte e continua si potrebbe lavorare molto proficuamente in quanto essa è frutto di un fuoco comburente che può essere usato e diretto come il fuoco di un forno che viene usato ed incanalato per scaldare una casa, cuocere il pane, fondere metalli o cucinare.

Se invece di essere DESIDERANTI e quindi inferiori e passivi, si fosse APPASSIONATI, ossia superiori e attivi, le cose cambierebbero e allora si svelerebbe una via chiamata via del FUOCO

Il fuoco della passione per le cose, per la vita e per ogni anelito che l’anima sente e fa.

Ogni passo diverrebbe sacro ed ogni respiro sarebbe una poesia.Ogni sguardo si tramuterebbe in amore ed ogni suono in delizia.

Ma per questo fare, sulla via ammonia divina, serve la passione che porta oltre ed afferra il cuore e le membra spezzando anche la paura di morire e quindi portando nel mondo degli Dei o come dicevano i nordici nel Walalla.

Il lavoro come concepito oggi ha spezzato questa concezione di arte e di passione e per questo costruzioni come le antiche non potranno mai più essere fatte. Manca la PASSIONE.

Si lavora per campare…non si lavora per ASCENDERE CON PASSIONE AL MONDO DIVINO USANDO L’ARTE COME VIA.

Bene mi fermo…auguri ai lavoratori divini allora, che penso siano veramente molto pochi, figli di un mondo morente….

MRA

RICCARDO MARIO VILLANOVA SAMMARCO

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